Il 2010 sarà un anno decisivo per lo switch off che porterà tutta l'Italia settentrionale definitivamente a fruire della televisione terrestre solo in tecnologia digitale.
Un appuntamento importante che vede interessate grandi aree come quelle della Lombardia, dell'Emilia Romagna e del Veneto solo per citarne alcune che nel secondo semestre di questo anno abbandoneranno la vecchia tecnologia analogica a favore del DTT. Un ruolo fondamentale dal lato ricezione del segnale lo giocano i tecnici che saranno chiamati a rinnovare ed adeguare impianti preesistenti oltre che ad installarne di nuovi in grado di permettere all'utente finale di fruire di tutti i vantaggi che questa nuova tecnologia comporta. Non è sicuramente questa la sede per essere esaustivi circa le specificità della modulazione DTT, di questo segnale considerato molto "robusto" ma che spesso soffre di problemi dovuti proprio alle soluzioni impiantistiche. Per questo voglio dare alcuni semplicissimi, ma credo utili consigli da tener presente quando si opera su un impianto. Parlare di impianto di antenna innanzitutto, come sicuramente sapete, è molto generico e non corretto; un impianto di ricezione dei sistemi radiotelevisivi si compone di 3 blocchi fondamentali e distinti: l'unità di ricezione esterna, cioè la serie di antenne atte a ricevere tutti i segnali irradiati in zona; la centrale di testa , vale a dire l'insieme degli strumenti di cui si necessita per miscelare equalizzare ed amplificare i segnali in ingresso ed infine l'impianto di distribuzione che come dice la parola stessa permette di veicolare i vari segnali all'interno delle singole unità abitative.
Tre elementi distinti dunque sui quali bisogna operare in maniera diversificata. Per quanto riguarda le antenne ricordo che la canalizzazione in banda III per disposizioni comunitarie si allineerà anche in Italia alla canalizzazione Europea iniziando con il Ch E5 e terminando con il Ch E12, questo dal punto di vista installativo comporterà la sostituzione delle vecchie antenne di singolo canale a favore di una antenna di banda III che ne permetterà di ricevere tutte le frequenze.
Per le antenne di banda IV e V sono da prediligere antenne direttive in grado di preservare meglio il segnale dal rumore e soprattutto che possano meglio escludere eventuali echi o segnali provenienti da altri trasmettitori che spesso, come è noto, copriranno le varie zone irradiando gli stessi contenuti sulle stesse frequenze come è caratteristico proprio delle reti SFN (Single Frequency Network).Solo una buona conoscenza dei parametri caratteristici del segnale DTT e una sapiente lettura dello strumento di misura garantiranno la funzionalità dell'impianto.In merito alle Centrali di Testa ne esistono di vario tipo, da quelle a larga banda a quelle canalizzate; vorrei spendere due parole su queste ultime in quanto quelle su cui saranno necessari più interventi sia per aggiungere che per togliere filtri di canale o per ritarare i filtri già esistenti i quali probabilmente tarati per far passare un canale analogico potrebbero non far passare il canale digitale anche se non fosse cambiato in frequenza. Cura particolare dunque va dedicata alla taratura dei filtri o al loro adeguamento della banda passante. Non sempre però i problemi di ricezione derivano dall'unità esterna ma dalla distribuzione quindi nonostante un'opportuna verifica sarà necessario individuare il problema in distribuzione servendosi di opportuna strumentazione e conoscenza tecnica in modo da evitare problemi di disadattamento o di cattiva schermatura degli apparati tale da generare l'accoppiamento fra segnale e rumore impulsivo e determinando così un degradamento dello stesso anche quando questo fosse perfettamente ricevuto. Poche semplici regole il non rispetto delle quali però comporta la possibilità di ricevere o non ricevere un segnale DTT che a differenza dell'analogico non degrada linearmente ma passa da uno stato di ON ad uno di OFF di colpo. Solo le competenze tecniche acquisite grazie alla formazione, oggi più che mai indispensabile ,oltre che all'esperienza pratica possono fare la differenza fra un tecnico qualificato che opera con professionalità e un semplice "montatore d'antenne", professione rispettabilissima ma differente da quella che oggi il mercato richiede.