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Avenia (Ericsson): "un programma di sviluppo sistemico per la Tv del futuro".

27/06/2008

Interattiva e personalizzata, ad alta definizione, facile da utilizzare e a costi accessibili e soprattutto disponibile sempre e su qualsiasi dispositivo, dall'apparecchio di casa al personal computer, ma anche in mobilità, sul proprio telefono cellulare. In due parole "Individual Tv". Sono i tratti essenziali della televisione di domani secondo Ericsson, che al tema ha dedicato un recente evento a cui sono convenuti istituzioni, operatori telco e media company. Per parlare di come il mezzo televisivo stia cambiando pelle nel segno della convergenza fra telecomunicazioni e media, fra Internet e palinsesti digitali; di come il mezzo non possa rinunciare alla sua veste di propulsore di innovazione, a qualsiasi livello (privato, pubblico, familiare, aziendale); di come la Tv generalista stia progressivamente lasciando maggiore spazio a quella a pagamento distribuita via satellite, digitale terrestre o direttamente via Internet. La televisione, e di questo Ericsson ne è convinta, sta vivendo una nuova fase della sua evoluzione in virtù della mutata natura del media in quanto tale e delle abitudini/esigenze dei consumatori. Oggi si parla di esperienza multimediale personalizzata, di interattività, di alta definizione, di Tv digitale. Le nuove tecnologie hanno "imposto" il (grande) salto in avanti e messo nelle mani degli operatori (broadcaster, carrier telco, content provider) capacità pressoché illimitate di creare, memorizzare e manipolare contenuti innovativi, fruibili sempre e ovunque. E di gestire l'interazione tra la Tv e gli altri dispositivi domestici attraverso reti di comunicazione di nuova generazione. Ma per realizzare la meglio tutto questo servono le basi, a cominciare dalla disponibilità estesa della banda larga. Al Sole24ore.com Cesare Avenia, Amministratore Delegato di Ericsson in Italia, ha spiegato come e perché la televisione del futuro deve poter decollare e diventare un "asset" del sistema Paese.

Le Tv digitali come strumento per l'innovazione, anche in chiave business: oggi ci sono i presupposti affinché questo si concretizzi?

Il punto di partenza è la banda larga ovunque. La componente infrastrutturale è un elemento indispensabile per avere un Paese "ubiquo" e digitalizzato, che accolga e supporti a dovere la rivoluzione interattiva. Il settore, nel suo complesso, soffre ancora di carenza di investimenti mirati, che è una condizione necessaria sebbene non unica. Prendiamo la consapevolezza dei consumatori verso i nuovi media: è ancora insufficiente. Perché non pensare a programmi di switch off, come quello che regolerà il passaggio dalla Tv analogica a quella digitale, programmato per quanto riguarda l'accesso on line, via computer o Tv, a determinati servizi per i cittadini?

Sembra di capire che vi sono ancora dei buchi neri: chi può e deve intervenire per colmarli?

In linea generale manca una programmazione sistemica e di ordine complessivo, che sappia cioè apportare meccanismi correttivi quando il mercato da solo non riesce a crescere in modo organico e armonioso. Serve, in altre parole, una figura di leadership, del governo o nell'ambito dell'Autority per le Telco, che possa intervenire in modo proattivo, a sostegno del fenomeno. Il programma Industria 2015 può essere una base interessante sulla quale edificare iniziative e procedure dedicate allo sviluppo della Tv digitale.

Molti sostengono che l'IpTv è la piattaforma ideale della televisione convergente e interattiva. Alice, FastWeb, Tiscali e Wind hanno però circa 300.000 utenti nel complesso...

È indubbio che l'IpTV sia la forma più avanzata di Tv digitale ma siamo partiti solo ora. Gli operatori sono ancora pochi, la qualità del servizio deve ancora molto migliorare, al pari della trasportabilità dei dati sui network a banda larga. Le previsioni di crescita di cui è accreditata l'Italia sono comunque buone, anche per la mancanza di un concorrente importante quali sono le Tv via cavo. Oggi è predominante una piattaforma come Sky perché offre un ampio palinsesto di contenuti per segmenti, che interpretano bene la domanda dei consumatori. In futuro avranno successo le piattaforme che meglio risponderanno alle esigenze sempre più personalizzate degli utenti.

E l'Individual Tv, come voi l'avete battezzata, è ovviamente una di queste.

È a nostro avviso il concetto che meglio esprime i desideri di ciascun utente di avere una Tv, dei canali, dei contenuti rispondenti alle proprie particolari necessità e accessibili da qualsiasi dispositivo. Il fatto che, già oggi, l'audience della Tv generalista è in ribasso rispetto a quelle digitali ci dice che la strada da seguire è decisamente questa.  

Internet, rispetto a questa visione della televisione, è un elemento fondamentale, perché?

Perchè il protocollo Ip è il media di collegamento universale, lo strumento alla base di tutto il processori digitalizzazione. La Tv via Internet ne è l'esempio più evidente: non solo convergente e interattiva ma capace anche di offrire servizi di nuova generazione, i cosiddetti "blanded services", di cui si può già intravedere qualcosa nei canali a pagamento della Tv digitale.

Le Tv "user generated content", basate cioè sui contributi creati direttamente dagli utenti che spazio potranno avere nel panorama delle Tv del futuro?

Sono un aspetto della Individual Tv. La possibilità per un broadcaster, utilizzando un servizio il nostro MeOnTv, di trasmettere in modalità live sui canali televisivi, Internet o sui device mobili i contenuti registrati dagli utenti dal proprio cellulare ne è un esempio. 

Gli utenti ideali della Tv digitale sono gli stessi che popolano i siti di social networking e che utilizzano gli strumenti del Web 2.0?

In linea di massima sì. Parliamo cioè dei cosiddetti "digital native", di giovani e adulti che sono "early adopter" delle nuove tecnologie.  

Per chiudere: cosa chiedere al nuovo governo per supportare a dovere la crescita delle Tv digitali?

Innanzitutto ribadisco il grande bisogno di fare sistema da parte di tutti agli attori coinvolti, a cominciare da chi oggi fa la Tv generalista. Serve un programma pluriennale di sviluppo complessivo, che guardi alle infrastrutture, all'educazione del mercato e all'innovazione dei processi, soprattutto nella Pa e nelle aziende, che è il lato più debole della catena. In Ericsson utilizziamo la Tv via Internet per comunicare e condividere informazioni con le sedi periferiche, gli uffici remoti, i tele-lavoratori. Quante aziende in Italia adottano oggi risorse di questo tipo

Da: il sole 24 ore - a cura di Gianni Rusconi


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